Ma internet che forma ha? Ne parliamo a Casa Netural

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Tutto pronto per la mia trasferta a Matera: io e Mariella di Casa Netural abbiamo tirato fuori un calendario di appuntamenti davvero belli (al diavolo la modestia!) e non vedo l’ora di volare nella città dei sassi e mettermi al lavoro con insegnanti, genitori e bambini. Si parte venerdì 9 alle 17:00 con Ma internet, che forma ha?, il workshop per formatori e genitori dedicato a metodi e strategie possibile per avvicinare i bambini al web stando alla larga da allarmismi e leggerezze, il tutto all’insegna del principio del conoscere bene per far conoscere meglio (info & prenotazioni qui).

Sabato 10 e domenica 11 maggio invece sarà la volta dei Laboratori dei Piantastorie gli appuntamenti rivolti a bambini dai 6 ai 10 anni per imparare a inventare mondi interi con un tratto di matita, scoprire tutte le storie che si nascondono tra le pieghe di una mappa, e in più gettare le basi per imparare a navigare responsabili e creativi nel grande mare di internet. L’idea in pratica è sviluppare il senso dell’orientamento digitale a partire da quello geografico (info & prenotazioni qui).

Nell’attesa vi segnalo una mappa che ho scovato su internet qualche giorno: si chiama if the Moon were only one pixel (ovvero se la Luna fosse di un pixel) e l’idea è disegnare il Sistema Solare finalmente nel rispetto delle proporzioni relative delle dimensioni dei pianeti e dell’effettiva distanza tra un corpo celeste e l’altro. Il risultato coglie nel segno perché riesce per la prima volta a restituire con una forza mai vista prima due concetti fondamentali per comprendere quella cosa chiamata Universo e cioè che 1) siamo piccoli piccoli piccoli, più piccoli di quanto il nostro ego voglia ammettere, e 2) tra un pianeta e l’altro c’è tanto (ma proprio tanto tanto) spazio, anche quando si parla di pianeti vicini come Marte o Venere.

E che c’entra, direte voi, con il web? C’entra, perché è l’esempio perfetto della forza narrativa che si può nascondere dietro una mappa ben fatta e di come si possa prendere quella forza narrativa e usarla per avvicinarsi a concetti altrimenti impossibile da comprendere per noi abitanti di un piccolo pianeta blu in un ramo periferico di una galassia qualsiasi.

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Quante persone leggono i nostri aggiornamenti?

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Diciamocelo, questa è una di quelle domande che prima o poi assalgono chiunque abbia a che fare con i social media: e se tutto il tempo dedicato a scrivere testi, scegliere foto, pianificare data e ora di pubblicazione fosse solo un enorme spreco di tempo? e se non scoprissimo che non ci legge nessuno?

Si tratta di una domanda che per fortuna ha una risposta chiara: non temete, vi leggono. Il problema è capire chi sono quelli che vi leggono. Provo a darvi un paio di indicazioni, così giusto per orientarsi.

La buona notizia

Le pagine aziendali sono pubbliche: questo significa che i suoi contenuti sono potenzialmente accessibili a chiunque, anche a chi non è iscritto a Facebook e anche a chi non ha mai dato il suo mi piace  alla pagina in questione.

Si tratta di una buona notizia perché significa che quello che scriviamo è raggiungibile da chiunque sia talmente interessato alle nostre attività da arrivare sulla nostra pagina, anche nel caso in cui abbiamo un numero basso di fan.

La cattiva notizia

Facebook non è un attore neutrale nella gestione dei contenuti che riversiamo ogni giorno sui suoi server: ascolta, osserva, vede con chi interagiamo di più e interviene pesantemente nella selezione delle cose che vediamo quando arriviamo sulla nostra bacheca. Sì, avete capito bene: tra me e la mia best friend forever c’è Facebook a fare da filtro, che decide cosa farmi leggere e in quale momento della giornata.

Ecco finalmente spiegata la ragione per cui pur avendo un milione di mi piace il mio ultimo aggiornamento è stato letto solo da 20 persone, di cui solo dieci erano fan della pagina. Qual è la percentuale di fan che raggiungo in media con i miei aggiornamenti? Dati ufficiali non ce ne sono: i pessimisti non vanno oltre il 6% dei mi piace, gli ottimisti si spingono fino al 17%.

Un ultimo dato per completare il quadro

Prima dare un mi piace equivaleva a dire a Facebook “sì, ti autorizzo a prendere gli aggiornamenti di questa pagina e propormeli come e quando vuoi sulla mia bacheca”. Da qualche tempo a questa parte però Facebook permette di non seguire gli aggiornamenti di una pagina anche se le abbiamo dato il nostro mi piace: resto collegato a quella pagina ma non vedrò comparire i suoi aggiornamenti sulla mia bacheca.

Cosa significa questo per i nostri aggiornamenti, ve lo spiego in questo riepilogo finale: io scrivo un bellissimo aggiornamento di status e lo pubblico, cioè lo metto nelle mani dei potentissimi algoritmi di Facebook che decidono a chi dei miei fan proporlo e in quali orari, al netto dei fan che hanno deciso di non seguire i miei aggiornamenti.

Considerazioni finali

Primo, i mi piace sono una misura sempre meno attendibile del successo o meno di quello che scrivo: posso avere pochissimi fan ma moltissimi lettori. Secondo, i mi piace non coincidono più con una platea più o meno assicurata perché posso essere fan di una pagina senza seguirne gli aggiornamenti.

 

Arrivano i laboratori dei Piantastorie

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Sabato 26 aprile presso Il Gatto Immaginario, la libreria per bambini a due passi da piazza Sabotino, io e Francesca Tarantino il primo Laboratorio dei Piantastorie, due ore rivolte ai bambini dagli 8 ai 12 anni per scoprire tutto il bello delle mappe.

Ai Laboratori dei Piantastorie succedono tante cose: disegniamo mappe del tesoro, inventiamo terre e universi con un tratto di matita, scopriamo tutte le storie che si nascondono tra le pieghe di una cartina, e in più impariamo qualcosa di nuovo su geografia e cartografia!

L’idea è accompagnare i bambini in un viaggio alla scoperta dell’incredibile potere narrativo delle mappe e, quasi senza che se ne rendano conto, avvicinarli ai concetti chiave della cartografia e dell’orientamento.

I Piantastorie
sabato 26 aprile dalle 16:00 alle 18:00

Il Gatto Immaginario
Via Pollenzo, 9 – 10141 Torino

info & prenotazioni:
011/5787815
info@ilgattoimmaginario.it

Come trasformare un profilo personale in pagina aziendale

macchina da scrivere destrutturata

In questa mini guida in 10 passaggi ti spiego come trasformare un profilo personale in pagina aziendale. Capita a molti di aprire un profilo personale per la propria attività ma il mio consiglio in questi casi è sempre quello di trasformarlo in una pagina aziendale: in primo luogo le pagine offrono una serie di dati statistici sui fan davvero interessanti; in secondo luogo, diventare fan di una pagina è questione di un clic mentre chiedere l’amicizia a un profilo richiede la conferma del titolare del profilo (e non è carino mettere un cliente alla porta ad aspettare, non trovi?); in terzo luogo, posso pianificare giorno e ora di pubblicazione dei miei post e andare in vacanza; infine, una pagina può avere tanti amministratori (tutti anonimi per giunta) e posso dividermi il peso del lavoro di aggiornamento con altri.

Ti ho convinto? E allora andiamo di tutorial!

Prima per partire, chiariamo ancora una volta qual è il contesto di partenza che do per scontato: sei su Facebook con un profilo personale che usi come se fosse un negozio o un’azienda. Per intendersi, di nome fai “Negozio”, di cognome “dell’Angolo”. Giusto? Bene, d’ora in poi farò riferimento a questo profilo chiamandolo profilo farlocco.

1) apri un nuovo profilo personale con il tuo vero nome e cognome. Può sembrarti un passaggio inutile ma non lo è: le pagine aziendali hanno bisogno di almeno un amministratore che le gestisca e gli amministratori devono essere  profili personali. Ti chiedo di aprire un nuovo profilo personale perché è quello che userai alla fine di tutta l’operazione per accedere alla tua pagina e farci tutto quello che ti pare. D’ora in poi per chiarezza chiamerò il nuovo profilo che hai aperto profilo ‘o vero.

NOTA BENE: se già disponi di un secondo account per accedere a Facebook, puoi tranquillamente saltare questo punto e andare direttamente a quello successivo.

2) entra su Facebook con email e password del profilo ‘o vero.

3) cerca il profilo farlocco.

4 ) chiedi l’amicizia al profilo farlocco.

5) esci da Facebook e rientraci con email e password del profilo farlocco. Se hai fatto tutto bene, dovresti avere una richiesta di amicizia proveniente dal profilo ‘o vero.  Accettala e con le operazioni preliminari abbiamo chiuso. Ora passiamo alla migrazione vera e propria del profilo farlocco.

6) va’ sulla pagina ufficiale di Facebook per la Migrazione da profilo a Pagina aziendale e segui le istruzioni.

NOTA BENE: Come giustamente ci ricorda Facebook, nella trasformazione vengono trasferiti gli amici, che diventano mi piace, e l’immagine del profilo: tutto il resto viene perduto.  Questo significa che se sul profilo farlocco abbiamo pubblicato foto a cui teniamo particolarmente, potrebbe tornarci utile scaricare un backup del nostro profilo.

Ora nominiamo il profilo ‘o vero amministratore della pagina.

7) Va’ sulla Pannello di Controllo della pagina (è la prima cosa che vedi, prima ancora della copertina e dell’immagine del profilo), clicca su “modifica pagina”, poi su “gestisci i ruoli di amministratore”.

8) Digita nome e cognome del tuo profilo ‘o vero nello spazio a disposizione per aggiungere i nuovi amministratori. Se hai fatto quello che ti ho detto nei passaggi precedenti Facebook ti semplifica la vita perché cercherà tra le persone che hanno dato il mi piace alla pagina proprio quella che corrisponde al nome che stai digitando e te la proporrà in un menu a tendina. Quando compaiono nome e cognome associati al tuo profilo ‘o vero, selezionalo e nominati gestore così sei sicuro di avere potere di vita e di morte sulla tua pagina. Quando hai finito, cerca il tasto blu con scritto “salva” e cliccaci sopra.

Ci siamo: adesso ti ritrovi con una pagina aziendale con il profilo ‘o vero come amministratore. Benissimo.

9) Fa’ il logout da Facebook e rientraci con il tuo profilo ‘o vero. Nella colonna sulla sinistra vedrai una nuova sezione chiamata Pagine: la tua pagina è lì che ti aspetta.

10) Se vuoi fare le cose perbene, ti consiglio di tornare sulla sezione da cui gestisci gli amministratori ed eliminare per sempre il profilo farlocco, così da ritrovarti come amministratore unico della tua pagina.

Tutto chiaro? Richieste specifiche? Buchi neri e punti oscuri?
Largo ai commenti!

Arrivano i laboratori per disegnare mappe del tesoro!

Credits Dorothy Creative Studio http://www.wearedorothy.com/

Dal 5 al 12 maggio sarò ospite di Casa Netural, lo spazio di coworking rurale al centro di Matera, per la mia prima esperienza di coliving: in pratica trascorrerò una settimana ospite di Andrea Paoletti e Mariella Stella, le menti dietro il progetto Casa Netural, in cui lavorare ai miei laboratori sperimentali, confrontarmi con la comunità locale, e (yuppi!) trarre ispirazione per i miei lavori futuri.

Il progetto sperimentale che lancerò a Matera è un nuovo ciclo di laboratori per bambini delle scuole elementari dedicato ad una delle mie più grandi passioni di sempre: le mappe.

In un’epoca di navigatori satellitari, può sembrare un’inutile perdita di tempo imparare a disegnare una mappa ma a ben vedere non è così: innanzitutto si tratta di un modo semplice ed efficace per conoscere gli spazi che abitiamo e farli nostri; in secondo luogo, pensiamo alle mappe dei luoghi di fantasia, sono uno strumento magnifico per stimolare l’immaginazione (ingrediente fondamentale di una vita davvero felice, anche a ottantotto anni compiuti); in terzo luogo, una mappa serve per capire dove sei e dove vuoi arrivare (e no, non sto parlando di come arrivare al supermercato per comprarsi la pizza surgelata).

I miei mappaboratori (che ne dite, li chiamo così?) saranno inseriti in Fantalucania, il ciclo di laboratori per bambini tra i 6 e i 10 anni alla scoperta del territorio e della creatività: un viaggio immaginario e reale attraverso musiche, immagini, racconti nella storia geologica della Basilicata per comprenderne la natura delle rocce, dei fiumi, dei monti, del canyon. E di tanti altri segreti.